Vivere la nostra casa…

In questo periodo particolare ci siamo ritrovati a cambiare le nostre vite e la nostra routine, a sconvolgere da un giorno all’altro le nostre abitudini. Forse non eravamo pronti a farlo, ma cerchiamo di cogliere gli aspetti positivi di tutto ciò.

In questa reclusione forzata stiamo riscoprendo le nostre case. Chi è bloccato lontano dalla famiglia e condivide questo periodo con i coinquilini, chi invece è in casa con i propri cari e chi è in casa da solo. In tutti i casi, il comune denominatore è la nostra abitazione.

In molti non stiamo più sfruttando il nostro rifugio come ‘dormitorio’ in cui mi preparo per andare al lavoro, torno per mangiare e poi dormire.  Stiamo invece riscoprendo la casa per il suo ruolo “ancestrale” di protezione e di vita, come laboratorio dove sperimentare la nostra creatività e ragionare sul modo in cui pensiamo, quindi alla fine un luogo in cui ‘vivere’ a tutti gli effetti.

Vivere in una casa non sempre è naturale. Dopo questa quarantena la casa rispecchierà la personalità di chi l’ha usata, e forse cambierà anche il nostro modo di approcciarsi al mondo.

Vi siete accorti che alla vostra casa manca qualcosa o che semplicemente c’è qualcosa che non funziona?

I vostri spazi non vi soddisfano o non rispecchiano a pieno le vostre esigenze?

Non preoccupatevi, è successo a tutti.

Costruiamo dunque insieme una “strategia dell’abitare” con dei piccoli consigli che miglioreranno la vivibilità della casa.

Ci siamo sempre più allontanati dalla natura e in parte ne stiamo pagando le conseguenze e, per far diventare la nostra casa un luogo di protezione dobbiamo ristabilire una connessione con la natura stessa e con quello che ci circonda.

Non c’è designer migliore della natura.
(Alexander McQueen)

La chiave per aprire la porta chiusa tra noi e la natura, soprattutto nei nostri ambienti, è la Biofilia, che indica l’amore per la vita e per i sistemi viventi.

Ecco perché mi sento al sicuro e protetto se sono immerso nel verde, e circondato da piante. Non solo, gli organismi vegetali nei nostri ambienti donano naturalezza agli spazi e consentono di avere a disposizione una fonte naturale per il ricambio di ossigeno. L’uso di materiali costruttivi traspiranti come legno, argilla e pitture vegetali, fa respirare gli ambienti, oltre a prevenire la formazione di muffe. Inoltre si evita il rilascio di polveri sottili nocive all’apparato respiratorio.

Altro punto fondamentale è l’areazione delle diverse stanze. Ciclicamente, a intervalli regolari e frequenti, concediamoci un raffrescamento aprendo tutte le finestre e diamo vita ad una ventilazione naturale, una boccata di ossigeno che ci sveglia e ci mette in moto.  La qualità dell’aria indoor è fondamentale per migliorare il nostro benessere psico-fisico. Spazi scarsamente ossigenati non solo influiscono negativamente sul nostro umore ma contribuiscono all’insorgere di patologie dell’apparato respiratorio.

Qualunque sia il nostro hobby casalingo, avremmo bisogno di più luce naturale possibile. La luce solare influisce sulla scansione dei ritmi circadiani (ciclo sonno-veglia), la produzione ormonale, lo sviluppo di cellule e ossa, il sistema immunitario, la circolazione sanguigna, il metabolismo, oltre ad influenzare la percezione dello spazio. Qualora quella naturale non bastasse, avvaliamoci della luce artificiale, in relazione alle molteplici attività che hanno luogo in tempi e spazi domestici differenti. Nell’area living un lampadario può essere alternato ad applique e lampade a terra, differenziando l’accoglienza conviviale dall’atmosfera intima e distensiva intorno a un divano. La zona notte è lo spazio deputato al riposo: qui è bene che la luce sia soffusa, morbida, omogenea e indiretta. Sì, quindi, a lampade per comodini, piantana vicino alla poltrona, faretti discreti nel guardaroba. Nella cucina diventa importante illuminare perfettamente il piano cottura e di lavoro, per facilitare la preparazione del cibo. Dei faretti proprio sopra queste zone possono essere la soluzione adatta. Per il tavolo da pranzo, invece, si possono scegliere delle sospensioni che arrivino fin sopra al piano, per “accendere” i piatti senza infastidire gli occhi. Per concludere, il bagno: qui apposite luci e lampadine possono essere applicate per illuminare lo specchio, mentre una luce più diffusa è un’ottima scelta per un bagno rilassante.

E se invece vogliamo fare attività fisica ma non abbiamo lo spazio?

Concentriamoci e capiamo di quanto spazio abbiamo bisogno e soprattutto in quale stanza ci sentiamo più a nostro agio, saranno i nostri metri quadri di ricarica, quindi scegliamo bene.

Trovato il punto esatto, se c’è un divano, un letto, una libreria o un tavolo, non importa, possiamo spostarli e riorganizzare lo spazio; traiamo vantaggi anche dalla trasformazione momentanea della nostra casa. Questo ci permetterà di percepire lo spazio in maniera mutevole e differente.

Sfruttiamo al meglio tutti gli ambienti che abbiamo a disposizione.

Cerchiamo di non passare la maggior parte del tempo nella stessa stanza, ma sfruttiamo i vari ambienti per diverse attività.

Usiamo la cucina al meglio, stiamo cucinando più del solito e stiamo riscoprendo il piacere di farlo e forse ci accorgiamo solo ora delle potenzialità dei nostri arredi. Accertiamoci che in cucina ci sia spazio e cibo per tutti, per poter condividere pochi momenti della giornata con i coinquilini, i proprio cari, per un dialogo sia esso fisico che telematico.

Godiamoci il divano o la zona living per vedere un film o leggere un libro, fare una telefonata a chi è lontano, due chiacchiere con i coinquilini o magari una pausa dal lavoro.

Nella stanza da bagno concediamoci dei momenti di benessere per rigenerare sia il corpo che la mente con una doccia o un bel bagno caldo.

Infine, riscopriamo il valore degli oggetti che ci circondano, e di quanto questi ci possano aiutare a migliorare le nostre giornate, nonostante siano inanimati in realtà, sono i nostri sostenitori maggiori in questo momento.

 

Sono i piccoli dettagli che sono di vitale importanza. Le piccole cose fanno accadere grandi cose.
(John Wooden)

 

Le foto che vedete nell’articolo sono di questo progetto..