Dieci risposte che tutti (o quasi) vorrebbero avere sull’intonaco in argilla

Il nostro affascinante viaggio nel mondo dell’argilla continua. Dopo esserci addentrati nella composizione, le applicazioni e i benefici di questo antico materiale (leggi Parte uno), ora è il momento di dare risposta ad alcune domande. Domande che qualsiasi utente potrebbe porre agli “addetti ai lavori”.

1. È applicabile a qualsiasi superficie?

Certamente. Infatti può essere utilizzato su tutti i supporti più comuni. Ma a queste condizioni: devono essere stabili e sufficientemente assorbenti. Invece, riguardo a fondi problematici (come da esempio il cartongessso), è consigliabile utilizzare primer specificamente dedicati.

2. Può essere utilizzato anche in ambito privato?

Certo che sì! L’argilla, infatti, è un materiale green e molto attuale, da applicare con gli stessi macchinari edili utilizzati per gli intonaci convenzionali.

3. Che mi dite riguardo agli uffici?

Che può essere utilizzato anche in questo caso. Recentemente, infatti, pannelli e intonaci in argilla vengono applicati sempre più spesso in ambienti di tipo professionale. Hai presente la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite? Bè, i suoi uffici sono intonacati proprio così. Il motivo di tanto successo è nascosto nella natura di un materiale (l’argilla) capace di arrecare benessere psico-fisico e garantire isolamento acustico, con risvolti positivi sulla produttività.

4. Può migliorare davvero il microclima di un ambiente?

Sì, e non siamo noi a dirlo, ma test scientifici. Un intonaco in argilla ben fatto è capace di assorbire molto più vapore acqueo (e odori) rispetto ad altri materiali da costruzione. E questo perché l’argilla è molto brava nel legarsi attivamente alle molecole d’acqua. E vuoi sapere che succede, poi? In pratica, quando umidità (e odori) tornano a livello normale nell'ambiente, l’argilla rilascia progressivamente le molecole nello spazio (continuando a trattenere gli odori).

5. Qual è lo spessore minimo necessario per avere un effetto benefico sul clima indoor?

Sulla base degli studi effettuati, gli esperti parlano di uno spessore minimo di circa 15 millimetri. Queste dimensioni sono già sufficienti per generare un microclima notevolmente rilassante e rigenerante, grazie ai minerali argillosi contenuti nell’intonaco in argilla. Va da sé che finiture molto sottili (intorno ai 2-3 mm) sono per lo più ad uso decorativo, seppure più salutari rispetto ad altri rivestimenti.

6. Affiancarlo a un impianto di termocondizionamento è un’idea sbagliata?

Sono due sistemi di termoregolazione differenti. Infatti, i condizionatori funzionano facendo circolare una certa quantità di aria in continuo. Al contrario, terra e argilla lavorano mitigando forti sbalzi di temperatura e umidità. Ne consegue, quindi, che l’argilla rappresenta una sorta di “tecnologia” naturale per il riequilibrio climatico, che non rende necessario l’utilizzo di sistemi elettronici di termocondizionamento.

7. È fattibile l’utilizzo in cucina o in bagno?

Sì, ma ad alcune condizioni. Data la notevole capacità cattura-odori, applicare l’intonaco in argilla nell’area cucina o in bagno è sicuramente una scelta strategica. Ma attenzione: l’intonaco in argilla soffre l’acqua diretta. Per cui va applicato a superfici non soggette a getti o a schizzi (a meno che non venga rivestito con piastrelle). Quindi, nel caso ad esempio di una doccia o di una vasca da bagno, meglio utilizzare altre malte o lastre in fibrogesso a supporto del rivestimento piastrellato.

8. È una scelta adatta a costruzioni in legno?

Assolutamente sì. Le lastre di argilla sono infatti un’ottima soluzione in caso di edifici dalle componenti strutturali in legno. Il motivo è che l’argilla evita l’introduzione di umidità, nemica numero uno del legno. Non solo. L’intonaco in argilla può essere applicato anche su costruzioni a secco, al posto di cartongesso o fibrogesso.

9. L’intonaco in argilla è conforme agli standard di casa passiva?

Naturalmente sì. Infatti per la realizzazione di case passive, i mattoni di terra vengono impilati e integrati nella costruzione a secco (senza l’uso di malta tradizionale). Il risultato è un aumento della massa termica che d’inverno isola gli ambienti, e d’estate evita il surriscaldamento. Quindi, un sistema di termocondizionamento naturale e alternativo, in ottica green ed NZEB. Applicazione esemplare di questa tecnica costruttiva è la Casa naturale AC in legno massivo realizzata da Ossigeno, dove protagonisti sono i massetti a secco in argilla espansa.

10. L’argilla può essere resa impermeabile per uso esterno?

Spiacenti, ma questa volta dobbiamo dirti di no. E il motivo risiede nel fatto che le superfici esposte a intemperie generalmente vanno rivestite con un ulteriore intonaco in calce. Vero è che si possono utilizzare anche rivestimenti speciali, ma questi ultimi garantiscono un livello di protezione limitato.