Prima di tutto, sondare il terreno

Le fondamenta della bioedilizia poggiano su una visione olistica del mondo. Su un approccio progettuale e costruttivo volto alla integrazione armonica tra architettura e umanità. Questo comporta fare delle scelte preliminari, e farle in ottica green. Prima di ogni cosa, è necessario valutare il terreno dove sorgerà l’abitazione verificando che non siano presenti fattori geologici negativi (fonti di inquinamento, corsi d’acqua sotterranei, fratture o faglie geologiche). In seconda battuta, l'architetto dovrà analizzare fattori legati agli elementi naturali (esposizione solare, pendenza del suolo, direzione dei venti). Infine, occorrerà tenere ben presente chi dovrà usufruire dell’edificio, assicurandosi che i materiali bio utilizzati incontrino le sue esigenze estetiche e funzionali (bellezza, resistenza, facile pulizia).

Anton Schneider, pioniere della bioedilizia

La selezione dei materiali da applicare nella realizzazione di abitazioni eco-friendly tiene conto di criteri rigorosi e scientifici. Criteri che, per la prima volta, furono teorizzati e formalizzati da un illustre biologo tedesco, universalmente riconosciuto come il padre della bioedilizia. Parliamo di Anton Schneider. Nato nel 1931, egli fu fondatore e direttore di IBN: Istituto per la Bioedilizia di Neubeuern, Germania. il suo prezioso contributo offerto nell’ambito dell’edilizia eco-sostenibile ha posto le fondamenta per la nascita della moderna filosofia progettuale green.

Dodici punti di riferimento per i materiali bio

Anton Schneider ha tracciato le linee guida per un corretto approccio progettuale alle abitazioni eco-sostenibili. I requisiti da lui individuati per la scelta dei materiali da costruzione tengono in considerazione la loro attitudine ecologica e parametri di natura chimico-fisica. Il risultato è una tabella di riferimento, visionabile nello schema sottostante.

Casa naturale privata AC, realizzata da Ossigeno in collaborazione con l'Arch. Roberto Moschini

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