La Luce: i consigli di Ossigeno

In un momento difficile come quello in cui ci troviamo, in cui le certezze che avevamo sembrano disgregarsi, in cui la fiducia del prossimo diventa paura nel prossimo, l’unico elemento in grado di rifocalizzare il nostro sentimento su una visione positiva, è la NATURA.

Cementificazione, urbanizzazione selvaggia, ipertrofia industriale. Se da una parte l’evoluzione umana ha portato a uno stile di vita più comodo e semplificato, dall’altro ha contribuito al degrado dell’ambiente e al progressivo allontanamento dell’uomo dalla natura.

Proprio in questo frangente, in cui tutto vacilla, la Primavera è un germoglio di speranza.

Il nostro consiglio, dunque, è di agire e progettare con una forte visone legata alla BIOFILIA e, all’interno di questo ambito che abbiamo anticipato qui, si inserisce sicuramente l’elemento della luce.

QUANDO IL BENESSERE RISCHIA DI ESSERE ECLISSATO

La luce del sole è una risorsa naturale, gratuita e indispensabile alla vita umana. Tuttavia, è sempre più penalizzata dalla vita in case e uffici scarsamente illuminati, dal troppo tempo speso davanti al freddo schermo di uno smartphone, invece che alla calda luce del sole. Ma cosa comporta vivere in ambienti privi di luce solare o scarsamente illuminati? Quando lo spazio è eccessivamente luminoso, questa condizione è fonte di stress. Al contrario, quando lo spazio è poco luminoso o illuminato esclusivamente in modo artificiale, va a danneggiare la sincronia uomo-natura. La deprivazione della luce, infatti, ostacola la produzione di vitamine D e B12, nonché la serotonina (fondamentali per il buon umore e il benessere psico-fisico), contribuendo all’insorgere di patologie di tipo fisico e psicologico. La luce solare influisce sulla scansione dei ritmi circadiani (ciclo sonno-veglia), la produzione ormonale, lo sviluppo di cellule e ossa, il sistema immunitario, la circolazione sanguigna, il metabolismo.

 

Va da sé che se andiamo ad intervenire sulla configurazione degli ambienti in termini di illuminazione, oltre ad influenzare la percezione dello spazio da parte degli occupanti, otterremo notevoli vantaggi in termini di benessere psico-fisico.

Nella naturale alternanza di luce e buio, il passaggio dall’uno all’altro è sempre graduale: mai brusco e improvviso, mai eccessivo e traumatico per i nostri organi di senso. Allo stesso modo, è preferibile che la luce della casa (come di qualsiasi altra struttura) segua la progressione di quella esterna, e sia simile come intensità e qualità. Specie riguardo alle stanze più importanti, è buona regola ricalcare il decorso naturale della luce solare. La luce è un vero e proprio elemento d’arredo: definisce la percezione dei volumi, delinea l’atmosfera degli ambienti, influisce sul comfort e sul risparmio energetico. Per questo è importante effettuare una progettazione razionale dell’illuminazione naturale (e artificiale), in relazione alle molteplici attività che hanno luogo in tempi e spazi domestici differenti.

DARE LUCE A NUOVI AMBIENTI DI VITA

Trovare il bilanciamento ottimale tra illuminazione naturale e artificiale è un fattore che si riflette sulla vivibilità degli ambienti, e quindi sul benessere umano. In questo, gioca un ruolo fondamentale la sapiente modulazione di luce diffusa e puntuale, tendaggi, infissi, sistemi di areazione, aperture e varchi. Ma anche la scelta cromatica dei complementi d’arredo – e quindi la riflessione e rifrazione della luce – ha un’influenza importante sul comfort visivo e abitativo. Tutto questo va tenuto nella massima considerazione per una progettazione consapevole degli spazi. Perché in fondo, la luce è ossigeno per la vita.

Se può sembrare difficile gestire un ambiente già realizzato secondo questi concetti, a volte bastano poche accortezze per migliorare sensibilmente la situazione, in particolare bisogna fare attenzione a:

  • La temperatura colore delle sorgenti (lampadine) è uniforme? (per capirsi, alcune hanno luce che tende al giallo e altre al bianco?), in tal caso è bene correggerle e uniformarle e il mio consiglio è quello di uniformarle verso una temperatura colore di 3000°K
  • L’illuminazione che ho crea degli abbagliamenti nelle postazioni di lavoro? Controllate il punto di vista dell’operatore e del cliente per assicurarvi che qualche lampadina o faretto non cada direttamente nell’occhio umano in determinate posizione di viso rivolto verso l’alto.
  • Se dovete sostituire le sorgenti, oltre a prendere in considerazione il punto precedente, è da valutare la possibilità di dimmerare la quantità della luce
  • Se l’ambiente ha generalmente una luce diffusa ed omogenea, possiamo provare ad inserire degli elementi di discontinuità per creare qualche punto di illuminazione puntuale che dia più calore all’ambiente (ad esempio qualche lampada da terra che illumini un angolo o una porzione di stanza).

Le foto che vedete nell’articolo sono di questo progetto..

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