Intervista a Giacomo Ortenzi per àbito | Ossigeno

Eccoci qui. A parlare di noi, di Ossigeno. Dei nostri progetti realizzati e del futuro che ci attende. Da dove siamo partiti e del momento in cui tutto è cominciato. Lo facciamo attraverso le parole dell’Architetto Giacomo Ortenzi, fondatore dello Studio Ossigeno. Si tratta di un’intervista rilasciata in occasione di àbito, una rassegna di eventi sul mondo del design organizzata dal negozio di arredamento Vittoria Ribighini di Ancona. Un’occasione di incontro, esposizione e confronto tra studi di architettura del territorio e designer internazionali. L’intervista è a cura di Giorgio Tartaro, giornalista e conduttore televisivo, da tempo impegnato in progetti relativi all’architettura e al design.

Guarda l’intervista: https://www.youtube.com/watch?v=xGijG_JUawo&t=101s

Intervista a Giacomo Ortenzi per àbito | Ossigeno

Come nasce la nostra avventura?

“La mia formazione nasce dalla più classica delle formazioni d’architetto […], con una breve parentesi parigina”. Così Giacomo Ortenzi introduce il suo percorso formativo, tra i cinque anni di Laurea spesi presso l’università La Sapienza di Roma, l’Erasmus effettuato a Parigi e il Master in sostenibilità e bioarchitettura che - come afferma l’architetto - “è un po’ la specialità su cui puntiamo”. Un percorso formativo che matura all’estero, nella Ville Lumière. In quella Parigi di Renzo Piano, Le Corbusier, Frank Gehry (per citarne alcuni), crocevia di influenze e nuove tendenze, dove architetture di ogni secolo si fondono con sperimentazioni d’avanguardia. “Noi nasciamo un po’ al contrario”, continua Ortenzi. E lo fa sottolineando come, originariamente, Ossigeno nasce lavorando con committenti esteri, per poi ristratificare la sua presenza sul proprio territorio.

Intervista a Giacomo Ortenzi per àbito | Ossigeno

Ma veniamo al progetto in questione

A questo punto, Giacomo Ortenzi introduce un progetto specifico realizzato recentemente da Ossigeno: la ristrutturazione interna della sede centrale della banca Carifermo. Qui Ossigeno entra in punta di piedi all’interno di un palazzo storico di pregio per poi rivoluzionarlo, pur rispettando la sua specifica identità. Anche in questo progetto l’approccio alla sostenibilità tipico di Ossigeno trova spazio attraverso l’inserimento a capitolato di “specifiche tecniche che potessero salvaguardare la salute dell’area interna”. Il risultato è una banca che non è più banca in senso stretto, ma ricorda in qualche modo una lounge. Questo, grazie alla scelta di materiali quali legno e vetro e a un linguaggio degli arredi colorato e di grande appeal, che trasforma la banca in uno spazio aperto alle relazioni.

Intervista a Giacomo Ortenzi per àbito | Ossigeno

Una boccata di Ossigeno per il futuro

L’intervista a Giacomo Ortenzi si conclude con una virata verso la scelta del nome Ossigeno. Un contenitore anomalo che sfugge a facili etichette per dichiarare la sua identità attraverso la forza di una molecola, l’ossigeno, inteso come elemento primario e fonte di ottimismo. Un’identità costruita da un lato per accogliere con rispetto il patrimonio della storia, dall'altro per sovvertirne i canoni con creatività e audacia. O, come direbbe l’architetto Marco Costanzi, per “creare assonanze con il passato per disegnare il futuro”.