Un concetto del futuro che ha una storia

Quando parliamo di interaction design non ci riferiamo a qualcosa di totalmente nuovo, ma a un qualcosa che oggi – più che mai – è divenuto estremamente attuale. L’espressione nasce negli anni ’80, dalla mente di due designer d’avanguardia: Bill Moggridge e Bill Verplank. Un concetto che ha come precursore lo user interface design, che mira all’integrazione tra design dell’interfaccia utente e sviluppo del prodotto. Successivamente, con l’Associazione Europea di Ergonomia Cognitiva (EACE), il concetto evolve. Punta a studiare l’interazione tra il sistema cognitivo umano e gli strumenti con cui l’uomo interagisce; va oltre la mera visione ingegneristica del prodotto, per mettere al centro l’esperienza dell’utente. Ecco quindi nascere il concetto di user experience, reso noto dallo psicologo e ingegnere Donald Norman, che nella metà degli anni Novanta pone il focus sull’usabilità delle emergenti tecnologie digitali e sulla fruibilità del web design.

Dove abita il progresso

Le case di oggi si preparano a divenire le abitazioni del futuro. La tecnologia sta facendo ingresso nei nostri ambienti domestici al fine di automatizzare funzioni un tempo svolte manualmente, aumentare il comfort e semplificare la vita di ogni giorno. Parliamo di sistemi domotici integrati, building automation, assistenti vocali, intelligenza artificiale e altro ancora. È chiaro che in questo scenario, il designer contemporaneo debba lavorare a progettare spazi capaci di integrare avanguardia tecnologica, interazione umana e coinvolgimento esperenziale. La progettazione dunque non è più meramente bidimensionale o tridimensionale, ma esplora dimensioni ulteriori che si compongono di suggestioni touch, connettività remota, emozioni sinestesiche, comfort superiore.

Disegnare nuove forme di interazione

L’interaction design travalica la sottile linea che separa i sensi, configurando nuove dimensioni polisensoriali. Grazie alla realtà virtuale o aumentata, i sistemi museali possono essere riprogettati per offrire esperienze immersive che reinterpretano contenuti culturali in chiave attuale. Strutture ricettive ed eventi possono essere reinventati tramite nuove forme di intrattenimento e di interazione sociale. Il mondo del business può essere ridisegnato attraverso modalità innovative e coinvolgenti per la fruizione di prodotti e servizi. Insomma, con l’interaction design, la progettazione entra in una nuova dimensione: quella del futuro.