Quali case abiteremo nel prossimo futuro?

Negli ultimi mesi siamo stati costretti a stravolgere le nostre vite e la nostra quotidianità.

Ci è stato chiesto di rimanere a casa per la nostra sicurezza e per quella degli altri ed è proprio in questo luogo che sono cambiate le nostre abitudini, visto che tutte le attività dovevano svolgersi all’interno delle nostre quattro mura.

Noi di Ossigeno ci siamo chiesti come l’organizzazione spaziale della casa possa favorire questo nuovo modo di vivere.

Abbiamo scoperto il lavoro a distanza e questa cosa ci ha fatto capire come la cosa importante della casa non fosse tanto la sua localizzazione geografica, quanto la fruibilità degli spazi interni; ci siamo, infatti, dovuti adattare ad utilizzare tutti gli angoli della nostra dimora per poter lavorare, fare Call o riunioni online, spazi che non erano mai stati pensati per questo scopo.

Questa consapevolezza, oltre a farci vedere la casa da un altro punto di vista, farà sì che gli spazi di lavoro e di scuola del futuro saranno completamente diversi, come sarà completamente diversa la distribuzione della nostra casa.

La presenza nel posto di lavoro sarà sempre più ridotta e massimizzeremo le attività svolte remotamente.

Se anche, nel giro di qualche mese, dovessimo tornare alla normalità nel distanziamento sociale, questa consapevolezza rimarrà e lo smart working verrà perfettamente integrato ed alternato al lavoro di presenza in maniera sempre più consistente.

Per fare ciò abbiamo bisogno di un nuovo modo di pensare alla casa, una casa che diventi resiliente, con la possibilità di adattarsi e modificarsi per permetterci di svolgere al suo interno nuove funzioni in nuovi spazi; spazio per l’attività fisica, spazio per l’intrattenimento, spazio per la collaborazione digitale e spazio per la concentrazione, oltre alle attività tradizionalmente svolte in casa (mangiare, dormire e lavarsi).

E da questa riflessione è nato il progetto per una casa adattiva, funzionale e flessibile allo stesso tempo, in modo da rispondere a tutte le nostre esigenze. Il concetto di stanza chiusa con dei tramezzi fissi viene sostituito con l’utilizzo di dispositivi mobili, delle tende fonoassorbenti, che rendono ogni ambiente più “pubblico” o “privato” (più chiuso o più aperto) in base alle necessità, trasformando continuamente lo spazio.

Il concetto della casa adattiva parte da un blocco fisso di servizi posto all’ingresso in cui troviamo la zona di igiene e disinfezione, e un corridoio attrezzato (cucina, dispense, armadio) che ci permette di liberare il resto dello spazio per poterlo gestire nella maniera più flessibile.

Il concetto della casa adattiva si può applicare a qualsiasi dimensione, sia per una casa singola in campagna che per un appartamento in città, e a qualsiasi nucleo familiare, passando dal singolo alla coppia e alla famiglia, dove ogni individuo riesce ad avere la propria indipendenza spaziale oppure a condividere dei momenti della giornata insieme agli altri, alternando attività lavorative ad attività di ristoro o relax, cura del corpo o cura dei propri figli.

La nostra ricerca ci ha portato a sviluppare due modelli di casa distinti in base alla disponibilità di spazio e al numero degli abitanti che la vivono.

La prima è pensata per una disponibilità di spazio minore, per una coppia, o semplicemente in città dove la disponibilità di spazio è sempre ridotta.

Queste le sue possibili configurazioni (ma sono infinite) all’interno della giornata

 

La seconda casa ha una dimensione maggiore e può sfruttare anche uno piccolo dehors dove estendere le attività interne o dove semplicemente poter avere un piccolo orto urbano da utilizzare nella quotidianità.

Queste alcune delle possibili combinazioni di spazio

Entrambe le soluzioni sono pensate per essere delle case passive e quindi prive di impianto di climatizzazione; allo stesso tempo sono pensate per essere costruite (o ristrutturate) solo con materiali biocompatibili e naturali. In caso di nuova costruzione potranno anche avere una gestione responsabile dell’acqua mediante sistemi di raccolta e riuso.