Hai mai pensato a quanto tempo trascorriamo nel nostro ambiente di lavoro? Una media di 8 ore al giorno, che in una settimana fanno 40 ore, che in un mese significano 160 ore, e che in un anno toccano un numero come 1800 ore. Un’enormità di tempo, se ci pensi. In pratica una buona fetta della nostra vita la passiamo a lavoro. Ora, se a casa nostra vogliamo vivere in un ambiente sicuro, salubre, confortevole e piacevole, perché non dovrebbe essere così anche per il nostro luogo di lavoro? Ecco che diventa necessario lasciarsi alle spalle la vecchia concezione di azienda (ufficio, negozio, laboratorio, linea produttiva, magazzino e oltre) come mera commodity o spazio di servizio per la vendita; di ambiente grigio, angusto e scomodo; o magari rumoroso e malsano. È il momento di mettere l’umanità al centro della progettazione, e disegnare ogni ambiente come un habitat in cui vivere in modo naturale. Tutto questo converge verso l’approccio progettuale della bioarchitettura e della biofilia.

Il lavoro è anche funzione dello spazio

La qualità del lavoro e del servizio dipende anche da come sono organizzati gli spazi. Per questo occorre un progetto unitario, che tenga contro delle esigenze di lavoratori e clienti che usufruiscono dello spazio stesso. Parliamo di accessibilità della struttura con abbattimento delle barriere architettoniche; delimitazione o apertura degli spazi per favorire le relazioni o, al contrario, la privacy; libertà visiva verso paesaggi naturali; riorganizzazione spaziale dei flussi di lavoro o della logica distributiva. Insomma, un ambiente ben progettato consente di svolgere al meglio il lavoro, evitando intoppi, ritardi e inefficienze. Non solo. Una progettazione razionale deve tenere conto della sicurezza di collaboratori e clienti. Per far questo è importante riservare la massima attenzione a fonti di pericolo, inquinamento acustico, disturbo visivo, radiazioni o emissioni che possono nuocere alla salute e al benessere delle persone.

Lo spazio professionale come habitat naturale

Progettare gli spazi di lavoro nell’ottica del biophilic design significa disegnare o reinventare ambienti a misura di vita. E quando l’organizzazione spaziale viene ideata in modo consapevole, è essa stessa che ti guida verso scelte più “sane”. A partire dall’estetica, pensata per delineare un’esperienza piacevole e appagante, perché per noi “l’occhio vuole sempre la sua parte”. C’è poi il discorso ergonomia, che mira a definire l’illuminazione, il comfort dei complementi d’arredo e tutte quelle soluzioni capaci di tenere lontano varie forme di stress correlato al lavoro. Altro aspetto da considerare è quello della salubrità degli ambienti, profondamente legata alla qualità dell’aria, le condizioni termo-igrometriche (temperatura e umidità), la presenza di elementi naturali, il benessere visivo. Altro fattore importante è quello della dislocazione spaziale degli elementi. Ad esempio, posizionare un distributore automatico di bevande lontano dalle postazioni di lavoro favorisce un minimo di attività fisica; come anche dedicare spazio ad aree relax stimola le relazioni e la coesione del personale. Ultima – ma di certo non per importanza – è l’igiene dei luoghi di lavoro, alla quale va dedicata massima attenzione in fase di progettazione architettonica e di impiantistica, e di conseguenza nella gestione della struttura.

Stare bene, lavorare meglio

Quali sono i vantaggi di una progettazione razionale e naturale degli spazi? Lavorare in un ambiente piacevole, sicuro e stimolante regala un’esperienza gratificante, favorendo la positività e la sinergia in ottica team building; riduce il rischio di incidenti sul lavoro e l’insorgere di patologie; limita l’assenteismo, i costi sanitari e le complicanze legali. Insomma, i benefici sono davvero tanti. E se desideri costruire da zero una tua attività o rinnovare i tuoi spazi lavorativi, abbiamo un Studio di architettura interessante da consigliarti: naturalmente, Ossigeno.